Riparte la vicenda AIM: hanno preparato nell’ombra un’anatra zoppa ….

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Come cambiare le carte in tavola sempre evitando l’unica strada corretta: la gara!

I limiti e le incongruenze del nuovo “Progetto industriale preliminare per la multiutility del veneto (MUVEN): ipotesi di partnership industriale tra AGSM-AIM e A2A”: non è una gallina dalle uova d’oro ma un’anatra zoppa!

 

Sintesi

L’ingresso al 35% circa di A2A ma con il controllo della società e il consolidamento dei ricavi, si sostanzia attraverso il conferimento di tre asset: due centrali idroelettriche in Friuli (250 km a n-est di Vicenza) e un impianto di termovalorizzazione a Corteolona (250 km a ovest di Vicenza). L’incremento apportato è di 81 mln per i ricavi (+5.5%) e 52 mln di MOL (+35%). Non molto ma per gli “scenari di piano” questo  porta alla fantasmagorica cifra di 938 mln di investimenti nei prossimi 5 anni(+380% rispetto alla media precedente) e a un +100% di utile netto nell’orizzonte di piano. Nel frattempo sono scomparsi dagli asset indispensabili clienti, gas ed energia elettrica, POD e PDR, prima definiti elementi non negoziabili. Sembrerebbe evidentemente che A2A ci regali una gallina dalle uova d’oro. Peccato che il termovalorizzatore di Corteolona richieda 200 mln di investimento, 20 ne servano per le due centrali che, non trascurabile, vedono gli incentivi in scadenza nel 2027 e le concessioni nel 2029. Poi ci saranno, anche lì, le gare. Per questo forse la gallina dalle uova d’oro assomiglia di più a un’anatra zoppa!

A ciò si aggiunga il fatto che entro il 15 di giugno (cioè tra tre settimane!) è previsto il completamento del “market sounding”, ascolto del mercato, utile a dire che come A2A non c’è nessuno. La maggioranza fatica a trovare tempo per discuterne in Consiglio Comunale o forse i consiglieri non lo ritengono un tema importante e intanto le cose vanno avanti. Senza un indirizzo, un confronto, un’analisi comparata di benefici e partner diversi o addirittura scelte diverse. Ancora di fatto sostenendo l’infungibilità di A2A, insostenibile sia giuridicamente che dal punto di vista industriale. Risultato: quasi due anni buttati via a inseguire chimere, l’azienda ferma, nessun piano industriale sviluppato, centinaia di migliaia di euro buttati tra consulenze, stime, perizie, tempo del management. Qualcuno ne risponderà alla città?

Ultima perla nella riorganizzazione, il ritorno in house di AMCPS: non si tratta di un’operazione di efficienza e di miglioramento del servizio ma un ritorno al controllo della politica, all’assenza di gara e ad una maggiorazione dei costi. Null’altro.  Infine alcune domande chiave: Quali sono le ragioni per le quali AIM ritiene strategico ed infungibile l’apporto di un impianto di termovalorizzazione piuttosto che asset che favoriscano lo sviluppo dell’economia circolare, considerato il livello di raccolta differenziata (70%) della città di Vicenza? Quali sono le ragioni per le quali AIM ritiene strategico ed infungibile l’apporto di un impianto di termovalorizzazione situato fuori regione e quale sarà l’impatto dei costi di trasporto sulle tariffe rifiuti dei cittadini di Vicenza? Quali sono le ragioni per le quali si ritiene strategico ed infungibile l’apporto di un impianto idroelettrico considerato che in Italia e nel triveneto vi sono soggetti quali Alperia e Dolomiti Energia già dotati di impiantistica e molto attivi nel settore delle rinnovabili? Perché la generazione di energia è più essenziale del rafforzamento sulle reti e sui clienti? Domande per cui la risposta è semplice: prima si è scelto di consegnarsi ad A2A e poi si è cercato di fare un vestito su misura, tra l’altro mal fatto. Per noi è inaccettabile e contrasteremo con forza questa svendita di sovranità e di patrimonio pubblico

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I fatti

L’opposizione, durante l’ultima riunione dei Capigruppo, ha formalmente richiesto l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di un oggetto avente come titolo: “Progetto industriale preliminare per la multiutility del veneto (MUVEN): ipotesi di partnership industriale tra AGSM-AIM e A2A. Valutazioni e linee di indirizzo del Consiglio Comunale”.

Le principali motivazioni alla base di questa richiesta sono così riassumibili: in via informale L’AU di AIM accompagnato dagli advisor della società ha presentato ai gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza, nonché alle rappresentanze sindacali le linee guida del piano industriale di aggregazione tra le tre multiutility oltre che un’ipotesi di governance, di concambio e di organizzazione societaria. Rispetto alla prima versione elaborata dagli advisor di cui questo Consiglio Comunale era a conoscenza vi sono alcuni rilevanti cambiamenti sui quali risulta necessario che il Consiglio stesso abbia la possibilità di esprimersi trattandosi, AIM, di un asset fondamentale di questo Comune e quindi dei vicentini. In particolare, per quanto attiene al piano industriale:

  1. È completamente sparito il rafforzamento sulle reti gas ed elettriche nonché sulla vendita di gas ed energia elettrica, ritenuti requisiti essenziali e non negoziabili, che avrebbe dovuto contribuire al progetto con oltre 27 mln di margine incrementale; oltre a ciò si indebolisce uno dei punti di forza delle due utilities che è il legame con il territorio, la vicinanza alla clientela, la gestione delle reti ed il rafforzamento negli ambiti di riferimento per le gare gas e che pesa tra il 60% e il 70% della marginalità per AGSM/AIM; tra l’altro mantenendo clienti in Veneto A2A farà concorrenza?
  2. La generazione di energia si è confermata essere quella che si ipotizzava: le centrali di Ampezzo (1948) e Somplago (1958) oggi molto redditizie grazie a incentivi in scadenza nel 2027 ma concessioni in scadenza nel 2029;
  3. L’impianto che dovrebbe chiudere il ciclo dei rifiuti anche in questo caso è quello che si vociferava: il termovalorizzatore di Corteolona, 250 km di distanza da Vicenza;
  4. È stata introdotta una partecipazione al 10% in A2A Smart City una evidente e inutile partecipazione che ci consentirà di “innovare il nostro sistema di illuminazione” ma di fatto a mettere a posto le quote di concambio. Da notare che non era un asset ritenuto essenziale;

Risultato finale: apporto di circa 80 mln di fatturato (+5.5%%) e 52 mln di margine operativo lordo (+35%), con A2A al 33/35% e AIM tra il 24 e il 25%. Nella prima versione gli apporti di fatturato e di margine erano maggiori, ciononostante risultava più pesante la quota per Vicenza. Nella precedente versione si stimavano circa 2 mld di investimenti.

Oggi siamo ancora alla fantasmagorica cifra cumulata di 938 mln di investimenti (+380% rispetto alla media degli ultimi cinque anni) di cui però:

  • 90 mln per impianti eolici
  • 200 per le gare gas (ma non sono investimenti, è finanza!), si tratta di mantenere ciò che si ha;
  • 200 mln per lo sviluppo del termovalorizzatore (quindi 50 mln a carico di AIM)!
  • 20 mln per le centrali del Friuli!
  • 38 mln per il project dell’illuminazione!

Prima conclusione: i nostri advisor e l’AU hanno lavorato quasi un anno in esclusiva con A2A per indicarci che valiamo di meno e il grosso degli investimenti non sarà nel vicentino!

  1. La governance è stata ulteriormente precisata con alcuni aspetti prima non evidenziati e con stime del concambio diverse rispetto alle precedenti;

Seconda conclusione: i nostri advisor e l’AU hanno lavorato quasi un anno in esclusiva con A2A per indicarci che valiamo di meno e abbiamo perso circa 4 punti % rispetto a Verona considerando l’ultimo concambio stimato nel 2018.

  1. L’infungibilità, sostenuta come requisito essenziale della trattativa in esclusiva con A2A, appare un terreno giuridicamente sempre meno sostenibile; oggi, si parla di market sounding per dire che si “interpellerà” il mercato per capire se ci sono soluzioni migliori o quantomeno comperabili; si accenna quindi ad una analisi di mercato senza peraltro definirne i criteri, le tempistiche e le modalità di valutazione e con una scadenza, il 15 giugno, che rende poco credibile questo tipo di analisi. Il market sounding è inaccettabile

Terza conclusione: i nostri advisor e l’AU hanno lavorato quasi un anno in esclusiva con A2A per capire che non si può trattare un’azienda pubblica come se fosse un affare privato. Né, per noi, è accettabile un “sounding” per capire quali sono potenziali partner. Serve trasparenza, serve gara pubblica. Il tentativo di nascondersi dietro la ricerca di mercato (che non osano nemmeno chiamare così) dimostra la debolezza dell’infungibilità, il tempo perso su una forzatura inaccettabile e che già scricchiola a Vicenza ma con più evidenza a Verona.

  1. A2A non paga nessun premio di controllo. Di fatto i soci sono tutti e tre alla pari, i concambi calcolati in modo matematico ma A2A consolida e quindi esprime il controllo della società tramite l’amministratore delegato di sua nomina;
  2. A2A porta a casa il controllo di MUVEN conferendo due asset “facili”, niente clienti, niente reti, sarà poi la società a doversi conquistare sul campo il mantenimento degli ambiti gas, espandere la clientela, sviluppare la parte commerciale.

Quarta conclusione: i nostri advisor e l’AU hanno lavorato quasi un anno in esclusiva con A2A per consegnare il controllo di MUVEN, in cui Vicenza e Verona esprimono il 95% del fatturato, ad A2A che consegna asset lontani e su cui si riverseranno il 25% degli investimenti. Il percorso di crescita viene sviluppato dalla società in autonomia senza apporti da A2A con un target, anche qui “fantastico”: +61% in 5 anni.

  1. Ultima perla nella riorganizzazione, il ritorno in house di AMCPS: non si tratta di un’operazione di efficienza e di miglioramento del servizio ma un ritorno al controllo della politica, all’assenza di gara e ad una maggiorazione dei costi;

Quinta conclusione: nonostante tutto quanto sopra evidenziato il Sindaco non ne vorrebbe parlare in Consiglio Comunale, dopo il 15 giugno forse. Si tratta di fatti gravi che esigono risposte chiare. Abbiamo buttato al vento due anni, speso centinaia di migliaia di euro tra advisor strategici, legali, finanziari e ne spenderemo ancora. Tutto senza che AIM abbia mai presentato un piano industriale, un progetto compiuto. Solo vento e infungibilità di A2A come panacea. Riteniamo che l’Amministratore Unico dovrebbe rassegnare le dimissioni subito.

Rimangono sul tappeto molte domande e le vogliamo lasciare alla maggioranza, perché ci pensi e valuti se quanto sta strenuamente difendendo ha ancora validità formale e sostanziale per definire il futuro della nostra ex municipalizzata. Risulta infatti naturale, anche al comune cittadino, chiedersi:

  1. Quali sono le ragioni per le quali AIM ritiene strategico ed infungibile l’apporto di un impianto di termovalorizzazione piuttosto che asset che favoriscano lo sviluppo dell’economia circolare (vedi documento di Legambiente), considerato il livello di raccolta differenziata (70%) della città di Vicenza?
  2. Quali sono le ragioni per le quali AIM ritiene strategico ed infungibile l’apporto di un impianto di termovalorizzazione situato fuori regione e quale sarà l’impatto dei costi di trasporto sulle tariffe rifiuti dei cittadini di Vicenza?
  3. Quali sono le ragioni per le quali si ritiene strategico ed infungibile l’apporto di un impianto idroelettrico considerato che in Italia e nel triveneto vi sono soggetti quali Alperia e Dolomiti Energia già dotati di impiantistica e molto attivi nel settore delle rinnovabili?
  4. Quali sono le ragioni per le quali si ritiene strategico ed infungibile per AIM l’apporto di un impianto idroelettrico piuttosto che l’apporto di reti gas e/o reti elettriche, asset di natura più territoriale e certamente meno rischiosi? Perché non ci sono più i clienti gas ed energia elettrica?
  5. Perché, dal punto di vista tecnico ed industriale, gli advisor ritengono insistentemente necessario produrre direttamente energia per poter proseguire e crescere nelle attività di vendita di energia?

E ancora, da un punto di vista più formale:

  1. Quale è l’atto di indirizzo assunto da Consiglio Comunale in forza del quale è stato avviato il percorso di negoziazione compiuto con A2A e in base al quale sono stati identificati gli asset da apportare nella nuova entità?
  2. Come sono valutati gli asset, quale due diligence è stata fatta?
  3. Come si fa a fare un’analisi di mercato basata su indicazioni non sostenute da due diligente tecnica, legale, economica?
  4. Come è avvenuta la scelta dell’advisor industriale?
  5. Quali sono gli atti amministrativi della Giunta Comunale sul progetto aggregativo?

Infine, un’ultima, grande domanda: chi risponderà della scelta fatta di negoziare per mesi solo con A2A parlando di infungibilità (che ora i diretti interessati tentano di rinnegare, dal Sindaco all’AU)? Chi risponde per mesi e mesi di inattività della società? Chi risponde per aver messo a disposizione di A2A dati e documenti per la due diligence? C’è qualcuno che risponde oppure le migliaia di euro spese per consulenza sono l’ennesimo buco di una società pubblica che come tale è autorizzata a spendere inutilmente soldi pubblici? C’è qualcuno che risponde per questo progetto oppure no? Chi lo ha voluto? C’è qualcuno che firma nero su bianco che questo è il meglio per l’azienda e la città?