Newsletter 12 luglio 2018

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Il primo Consiglio Comunale, il tema del filobus e dell’alta capacità, l’ennesimo “cambio di opinione di Rucco” e una #magliettarossa. Poi due idee sul PD e la prima assemblea pubblica dei gruppi di opposizione

Un saluto

Pronti a ripartire. Per Vicenza, per il 46% che ci ha votato ma anche per chi non ci ha votato, per difendere l’idea di una città aperta e inclusiva, che si prende cura di chi è in difficoltà ma che ha la convinzione, profonda, che possiamo andare #avantinnsieme per sviluppare un’idea di città moderna intorno a due grandi patrimoni che abbiamo: la cultura e l’università. Un città che fa della sostenibilità ambientale una leva fondamentale dello sviluppo. Una città sicura, una città per tutti. Una città costruita intorno alle persone e all’ambiente, a tutela della salute e non delle automobili. A fine settembre organizzeremo il primo appuntamento di #avantivicenza, politiche per una città europea che non vuole tornare indietro. Un argine al sovranismo, al populismo della paura, alla destra più o meno camuffata. Teniamoci in contatto. #dallatuaparte

INCONTRO PUBBLICO SULLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO RUCCO
Mercoledì 18 luglio, ore 20.30 a Villa Lattes, Via Thaon di Revel – Ex Circoscrizione 6.

I gruppi consiliari di opposizione hanno deciso di discutere pubblicamente con tutti i cittadini interessati, i gruppi di cittadinanza attiva e le associazioni le linee programmatiche di mandato. Un documento fatto di tante banalità, tante lacune ed alcuni elementi pericolosi. Come una visione della mobilità tutta fondata sull’auto, la messa in discussione del parco della Pace, le scelte sulla TAC, l’affossamento del TPL. Pochissima attenzione all’ambiente, la vera emergenza della nostra città. Mancano scelte strategiche di sviluppo come sulla cultura e l’università o una visione sul futuro del sociale: anziani e disabilità sono appena sfiorati. Lo potremmo chiamare un “libricino vuoto ma pericoloso“. Noi allora ripartiamo da dove eravamo rimasti: dalla partecipazione e dalla discussione pubblica. Ci vediamo mercoledì, vi aspettiamo!
Il futuro si costruisce. Insieme.Qui trovi l’evento su Facebook: registrati!

Dove siamo ..

E’  passato un mese, soltanto un mese, dalle elezioni amministrative. Nel frattempo si è insediato il nuovo Consiglio Comunale e abbiamo visto qualche iniziativa ad effetto del nuovo assessore alla mobilità. Un assessore debordante che sembra sovrastare un Sindaco che ha già dimenticato molte delle promesse fatte in campagna elettorale. Ma noi ci siamo e saremo lì a fare gli interessi dei cittadini e della nostra amata città. Cristina Balbi è stata eletta vice-presidente del Consiglio Comunale, in rappresentanza unanime di tutta l’opposizione: buon lavoro Cristina! La settimana prossima ci sarà infine la costituzione formale delle commissioni permanenti e poi, il 24, la discussione delle linee programmatiche.
Si è consolidato l’asse Lega-M5S con il Matteo della Lega a dominare la scena. Una montagna di tweet, telecamere ovunque, un sacco di scena: tante “armi di distrazione di massa”. Per fortuna non si parla più di flat tax che avrebbe solo arricchito i più ricchi e della riforma della Fornero, che pure per certi aspetti sarebbe necessaria, se ne riparlerà nella prossima campagna elettorale.  Quanto al reddito di cittadinanza si sta già tornando al nostro Reddito di Inclusione Sociale, che fa giustizia delle troppe famiglie ancora in difficoltà e che ha bisogno di essere sostenuto, difeso, irrobustito per aiutare chi non ce la fa.
Il PD va a Congresso. Finalmente possiamo dire: un congresso vero, speriamo soprattutto sui temi ed i problemi del paese per costruire un’agenda delle riforme. Dalla parte dei cittadini. Il problema è che non si vive di sole faide interne ma c’è la necessità di aprire e forze nuove e di parlare al paese: tasse, inclusione sociale e sostegno al reddito, estensione delle politiche attive per il lavoro, scuola e formazione centrali per rimettere in moto la società e dare futuro ai giovani. E soprattutto per noi la necessità di aprire una grande “questione veneta”: autonomia, costi standard, via la politica dalla sanità, centralità allo sviluppo del sistema formativo in stretto contatto con le imprese.  Attenzione al nuovo piano socio-sanitario per evitare la privatizzazione di fatto della sanità e salvaguardare un sistema efficiente delle Ipab, per la qualità della vita dei nostri anziani soprattutto quando è a rischio l’autosufficienza. Ci concentreremo su questo già dalle prossime news.
28 giugno: primo consiglio comunale.
Dopo tanti anni (correva il mandato amministrativo 1990-1995) sono tornato tra i banchi del Consiglio Comunale. Un paio di settimane fa, il 28/06, si è tenuto il primo consiglio comunale del nuovo mandato amministrativo, nel quale ho avuto l’onore di rappresentare i cittadini che hanno riposto fiducia in me, ma anche tutti quei cittadini che pur non sostenendomi hanno comunque condiviso molte nostre idee nell’interesse della nostra città. Dopo una lunga e appassionante campagna elettorale, che purtroppo ho perso, sono ora a rispettare l’impegno preso con gli elettori: stare in Consiglio Comunale per una opposizione seria, intransigente ma anche costruttiva. Alla base della quale sta l’amore per la città, per i tanti vicentini che vedono nella istituzione comunale il primo, concreto riferimento per la qualità della loro vita quotidiana. Come opposizione siamo partiti con convinzione e unità oltre che con la massima disponibilità anche se le prime uscite pubbliche – Parco della Pace, blitz sulla viabilità del “Signore degli anelli” Claudio Cicero, l’idea di chiudere definitivamente la biblioteca di Campo Marzo per fare posto al presidio fisso, la tangenziale Nord, l’abbandono dell’idea del Filobus – della nuova maggioranza e del Sindaco Rucco sono state proprio pessime.
Ho dovuto però ricordare subito al Sindaco quanto aveva promesso in campagna elettorale, puntualmente smentito dopo pochi gironi, sulle dimissioni dei consiglieri eletti autori di vergognosi post fascisti, inneggianti al nazismo, razzisti, antisemiti ed omofobi. Il Sindaco Rucco non ha mantenuto la parola data prima delle elezioni. Dunque, o la sua parola vale poco o soccombe a chi gli sta intorno. Eppure, sembrava (alla città) credibile quando dichiarava con forza alla stampa che se eletto, avrebbe chiesto le dimissioni dei consiglieri che hanno mostrato apertamente posizioni vicine alle peggiori ideologie nazifasciste, omofobe e razziste. Su questi temi non possiamo permetterci di sorvolare, ma solo condannare con fermezza e tenacia.

Segnalo e prendo atto che il Sindaco Rucco non ha pronunciato una sola frase in risposta alle nostre osservazioni.

Qui puoi ascoltare e vedere l’intero intervento.

La vicenda dell’alta velocità è diventata un esempio tipico della nuova amministrazione. Prima, in campagna elettorale, alcune affermazioni di “sostegno” prudente. Poi un documento dove si cambia tutto (l’assessore Cicero è fermo alle sue idee di 15 anni fa) che fa indispettire le categorie economiche, infine il Sindaco Rucco che fa marcia indietro: “solo miglioramenti d’intesa con RFI”. Poi ancora l’attacco al filobus: basta sede propria!. Questo vorrebbe dire affossare l’idea di trasporto pubblico locale del futuro. Sotto riporto integralmente il comunicato che abbiamo fatto come opposizione, firmato da tutti i consiglieri.
Bus elettrico a batterie ricaricabili. 12 km in 20 minuti su corsia riservata per attraversare la città da Est a Ovest. Un cambio e si raggiunge ogni quartiere.

Comunicato stampa – Vicenza, 7 luglio 2018

Il filobus: la sede dedicata è una scelta indispensabile per la sostenibilità del progetto.
Abbandonare il progetto dell’asse di mobilità pubblica est-ovest su sede dedicata significa affossare l’unica vera rivoluzione del trasporto pubblico locale e tornare indietro di 10 anni. La memoria labile del Sindaco.

Durante la campagna elettorale l’allora candidato Sindaco Francesco Rucco auspicava, raccogliendo la nostra idea di mobilità sostenibile ed estesa, il prolungamento del filobus (in realtà un bus elettrico a batterie ricaricabili su sedime riservato) fino a Montecchio Maggiore e a Torri di Quartesolo. Oggi, come in altre cose, ha cambiato idea. Però questa volta è molto più rilevante perchè si rischia di arrecare gravi danni alla città ed al futuro della mobilità pubblica.

Dopo alcune “pennellate notturne” che hanno cancellato qualche decina di metri di corsia riservata, l’idea di cancellare il sedime dedicato al filobus significa minare alle fondamenta l’intera idea di futuro della mobilità basata su trasporto pubblico.
Il filobus da est ad ovest, 12 km in gran parte su corsia dedicata, consentirà di attraversare la città in 20 minuti da Ponte Alto alla Stanga permettendo di immaginare un sistema di mobilità pubblica che con un solo cambio consentirà di raggiungere ogni quartiere della città. Un TPL non inquinante, efficiente e rapido.

Abbandonare la corsia dedicata significa restituire, con grande miopia, il trasporto pubblico al ruolo di marginalitàche ha sempre avuto nella nostra città rinunciando definitivamente a quell’innovazione di cui avremmo estrema necessità. Per l’ambiente e l’abbattimento delle polveri, prima di tutto, ma per la sostenibilità nel tempo del trasporto pubblico la cui competitività è strettamente legata alla certezza dei tempi, al contenimento dei costi e all’esistenza di corsie dedicate che rendano il TPL più competitivo dell’auto nell’accesso ad alcune zone.

Significa infine mettere in discussione 19 milioni già deliberati per l’acquisto di nuovi mezzi ma più complessivamente sono più di 44 i milioni destinati allo sviluppo della linea di mobilità elettrica dedicata. Senza contare il resto del progetto Alta Capacità che vale per Vicenza più di 800 milioni ma anche tanti lustri di lunghe e faticose discussioni, spesso inconcludenti e che solo pochi mesi fa hanno portato ad una deliberazione che ora si vuole smantellare. Con tutti gli immensi rischi di ricominciare da capo.

Una rivoluzione della mobilità pubblica che porterà la nostra città a muoversi finalmente verso direzioni “europee”e che invece l’Amministrazione sembra volere mantenere ancorata alla “fluidità” del traffico veicolare di cui si parlava 20 anni fa, alle rotatorie (rondò) così amate dai francesi negli anni 80’, alla riduzione della ciclabilità. Senza dimenticare la mancanza di parola di un Sindaco che in campagna elettorale sosteneva alcune idee ma evidentemente oggi o non ricorda o è sovrastato dal “signore degli anelli 2, il ritorno”.

Otello Dalla Rosa
Cristina Balbi
Alessandra Marobin
Alessandro Marchetti
Giovanni Rolando
Cristiano Spiller 
Isabella Sala
Sandro Pupillo
Giovanni Selmo
Ennio Tosetto
Raffaele Colombara
Ciro Asproso

Sul sito di libera l’appello per “restare umani” che qui riportiamo integralmente
Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità
indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

L’appello

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.
Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.
d. Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele
Francesco Viviano, giornalista
Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci
Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente
Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI
Vicenza ha risposto …