La nuova Bertoliana: basta rassegnazione, mettiamo in moto le idee

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Se avremo il progetto per una nuova e bella biblioteca sarà più facile reperire anche le risorse. Spesso è vero che prima devono venire le idee, poi i soldi si trovano. Basta rassegnazione, cominciamo con il mettere in moto le idee. La città ne ha.  

Qualche giorno fa abbiamo discusso in Consiglio Comunale il bilancio consuntivo della Biblioteca Bertoliana. Un bilancio asfittico, molto simile ormai a quello di tantissimi altri enti pubblici che fanno i conti, oggi più che mai, con tanti anni di trascuratezza dei governi che si sono succeduti senza destinare risorse al mantenimento dei servizi sul territorio. Carenza di fondi, carenza di personale, carenza di strutture adeguate ma anche carenza di visioni lunghe e coraggiose, di progetti che diano respiro a istituzioni così prestigiose. La Biblioteca Bertoliana è un patrimonio straordinario della città. Una raccolta di testi e documenti con pochi eguali in Italia. Ma è anche luogo di incontro per generazioni di giovani che in biblioteca hanno studiato, scritto tesi di laurea incontrato amici e compagni di studi. La biblioteca è stata uno strumento di diffusione della lettura grazie anche alle sue sedi decentrate, nei quartieri, dove oggi queste strutture soffrono un po’ più di ieri. La biblioteca è stata anche ma in modo episodico uno strumento di diffusione della cultura oltre la diffusione della lettura, un ruolo che oggi fatica ad interpretare soprattutto perchè non è così chiara la sua “mission”, la sua nuova vocazione per il futuro compatibile con i tanti cambiamenti che la nostra società ha vissuto, a velocità crescenti. Ogni anno si ripete lo stesso schema: bilancio magro, carenza di personale, spazi fatiscenti. Ogni anno si ripete la necessità inderogabile di una nuova sede ma non si fa mai un passo avanti, con una ripetitività che sembra tanto pura rassegnazione. Rassegnazione da combattere con tutte le nostre forze.

Partendo da una prima questione fondamentale da affrontare: la vocazione che la biblioteca deve avere nel futuro della nostra città. Certamente un ruolo fondamentale di conservazione storica e archivistica per gli studiosi e non solo. Ma non basta: la biblioteca del futuro deve diventare un motore di cultura, di rinnovamento della cultura della nostra città.

Oggi il paese soffre tremendamente di quello che si definisce analfabetismo funzionale. Si tratta in sostanza dell’incapacità di mettere insieme attraverso la lettura più concetti, integrare le parole con i numeri, comprendere il senso di una percentuale. Quasi il 28% degli italiani soffre di questo problema. Siamo tra i peggiori paesi OCSE quanto ad analfabetismo funzionale. E questo non è un problema astratto ma una questione molto concreta che tocca la vita della società, la capacità di una comunità di avere consapevolezza di ciò che accade, di partecipare pienamente alla vita democratica delle istituzioni. La biblioteca può diventare un nuovo motore di promozione della cultura, di capacità di fare formazione a tutte le età. E un’altra può essere una sua nuova, importante, vocazione: un punto d’incontro, di contatto tra i tanti giovani che vi sono passati e hanno scelto strade diverse, spesso paesi diversi. Un contatto che generi opportunità: per chi è fuori di rientrare nel paese, per chi è qui e vuole uscire per trovare qualcosa che vada nella direzione delle sue aspirazioni. Motore di cultura, motore di opportunità per i giovani.

Questa può essere la nuova mission, confrontandosi prima di tutto con gli utilizzatori e tutta la città. La nuova sede dovrà interpretare gli obiettivi dando alla biblioteca un contenitore adeguato. Personalmente ho sostenuto la necessità di completare il polo bibliotecario con il rifacimento della ex scuola media Giuriolo trasformandola in una moderna e bellissima sede (vedi Biblioteca universitaria di Trento) .

L’amministrazione è orientata sull’ex tribunale. Non ne sono entusiasta ma non ne faccio una questione pregiudiziale: dico soltanto non stiamo fermi, lanciamo un concorso di idee per una grande e moderna biblioteca. Costruiamo una vocazione coinvolgendo la città, facendo emergere tutte le possibilità che una sede moderna può offrire: ascoltando tutti gli interessati e immaginando un futuro. Se avremo il progetto per una nuova e bella biblioteca sarà più facile reperire anche le risorse. Spesso è vero che prima devono venire le idee, poi i soldi si trovano. Basta rassegnazione, cominciamo con il mettere in moto le idee. La città ne ha.