Il vecchio e il bambino

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di Alessandra Marobin

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera……

Enea, il più valoroso dei guerrieri troiani dopo Ettore, fugge da Troia in fiamme con il figlio Ascanio per mano ed il vecchio padre Anchise caricato sulle spalle. E il fato lo guidò sulle rive laziali e da lui ebbe origine, così narra la leggenda, Roma e la stirpe romana. Enea salva il figlio ed il padre, salva il futuro ed il passato. Enea è il simbolo di quella devozione famigliare che ha contraddistinto il nostro paese, il nostro Veneto. E se ci sono aspetti che devono cambiare, rimane profondo il legame che ci lega con le passate generazioni. E penso allora alle case di riposo dove stanno morendo soli molti anziani. Residenze trasformate in lazzaretti, abbandonate di fatto al destino. Ci sono stati casi eclatanti, altri rimasti nell’ombra. Non ce ne possono essere ancora. Dobbiamo lottare insieme.

Un vecchio e un bambino ” è una immagine per noi conosciuta, quante volte nelle nostre città, o durante le nostre passeggiate in campagna o in riva al mare abbiamo visto questa scena, così normale e scontata?!
Adesso forse non più! Ci piacerebbe andare dal giornalaio e vedere un bimbo con il nonno, o nipoti al parco sulle giostrine o ancora nonni fuori dalle scuole o dagli asili, scene di vita quotidiana che al momento non si vedono più.
Insieme giovani e vecchi a guardare lontano una “…. immensa pianura sembrava arrivare fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare”.
Nonni che ascoltano i bambini e adolescenti soffocati dal silenzio creato dalla frenesia dei nostri tempi, dalla paura di non essere all’ altezza delle aspettative degli altri; questi silenzi e queste paure diventano coraggio con la saggezza che nasce da una vita trascorsa tra esperienze gioie e dolori.
I nostri bambini hanno bisogno dei nonni, che con le loro favole raccontano la vita. Noi tutti abbiamo bisogno di ricordare il nostro passato. Le nostre città hanno bisogno dei custodi di ciò che siamo stati per capire da dove siamo partiti e dove siamo arrivati e le potenzialità future.

Non sono solo i libri che ci aiutano a conoscere e a comprendere il nostro percorso. I nonni aiutano a guardare alle vicende terrene con più saggezza perché le stesse vicissitudini li hanno resi esperti. Sono i custodi della memoria e quindi sanno interpretare i valori che sostengono il nostro vivere insieme.
In questo periodo così difficile dove queste persone, più grandi di noi, spariscono senza un saluto lasciandoci vivere nel ricordo, ma senza un vero addio, ci rendiamo conto che forse, si, era così:

“I vecchi subiscon le ingiurie degli anni
non sanno distinguere il vero dai sogni
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…”

ma sono proprio il sogno e la realtà che ci mancano ora!

La realtà, adesso, qual è? Quella di essere sospesi in un tempo senza un limite, una certezza, il nostro sogno è quello che ci aiuta tutti i giorni, ad affrontare questa emergenza per continuare ad immaginare un futuro per noi e per chi ci sta vicino.

Ecco il messaggio dei nostri nonni: il saper riconoscere il ritmo dell’uomo e delle stagioni.
Il nonno che con il suo cammino stanco, incerto e fragile vede trasformarsi il mondo, la distesa coperta di grano, di alberi e fiori, di voci e di colori in polvere rossa e il sole che brilla di luce non vera. Il bimbo che lo accompagna lo rende libero di raccontare se stesso non comprende le grandi trasformazioni del nostro tempo e tutto diventa: “….Mi piaccion le fiabe raccontane altre …..”.

I pazienti Covid-19 entrano soli, nessun parente lì può assistere e quando stanno per andarsene lo intuiscono. Sono lucidi, non vanno in narcolessia. È come se stessero annegando, ma con tutto il tempo per capirlo. L’ultimo è stato stanotte. Lei era una nonnina, voleva vedere la nipote. Ho tirato fuori il telefonino e l’ho chiamata in video. Si sono salutate. Poco dopo se ne è andata. Ormai ho un lungo elenco di video-chiamate. La chiamo lista dell’addio.”

“...E il vecchio diceva, guardando lontano:
Immagina questo coperto di grano …. “
immagina i frutti e immagina i fiori …