Ci ha lasciato Paolo Colla

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Quando venerdì mattina ho saputo della scomparsa di Paolo Colla il dispiacere provato è stato grande. Paolo è stato prima di tutto un amico con cui ho condiviso idee e progetti, una persona di grandi valori e di grande valore. In questi giorni si sono spese molte parole di elogio e di ricordi positivi che non ripeterò ma che sono completamente condivisibili.

Il mio personale ricordo di lui come uomo e come manager è legato a due fasi, credo importanti, della sua vita. La prima come animatore di pensiero e idee del circolo “Nessuno Escluso”. Un circolo che ha prodotto, soprattutto grazie al lavoro di Paolo, infaticabile anche in questo, un manifesto che potete ancora trovare qui anche se il blog non è più aggiornato. Il documento, ricordo che si riprometteva di scriverne un aggiornamento guardando al futuro dell’Europa, nasce sulla base di studi intensi e appassionati del pensiero di John Rawls e, negli ultimi tempi, anche di Amartya Sen. Ma è soprattutto Rawls che si trova in quello splendido manifesto, letto da molti e tra i più importanti pensatori italiani e che meriterebbe un posticino nella libreria di ognuno. Un pensiero molto moderno, molto liberale e autenticamente di sinistra. Paolo era così, un liberale vero ma nella sua declinazione più vicina e attenta alla “giustizia“. Dal manifesto “Nessuno escluso. Le libertà diffuse” …….Per definire la nostra concezione della giustizia utilizziamo lo strumento concettuale della “posizione originaria”, la posizione nella quale si troverebbero persone che non conoscessero il proprio posto nella società, la propria posizione di classe o il proprio status sociale, la parte che il caso assegnerà a ciascuno nella suddivisione delle doti naturali, la propria intelligenza, la propria forza, ecc. La domanda che ci poniamo, e che guiderà le pagine seguenti, è la seguente: quale accordo sottoscriverebbero, quali principi farebbero propri persone libere e razionali, preoccupate di perseguire i propri interessi, in una posizione iniziale di eguaglianza per definire i termini fondamentali della loro associazione? Assumendo che i beni principali a disposizione di una società sono diritti e libertà, poteri e opportunità, ricchezza e reddito, nella posizione originaria contraenti razionali non potrebbero non individuare come irrinunciabili i seguenti due principi: Primo: ogni persona ha un eguale diritto alla più estesa libertà fondamentale compatibilmente con una simile libertà per gli altri, intendendosi per libertà fondamentali del cittadino la libertà politica (il diritto di votare e di essere candidati a una carica pubblica), insieme alle libertà di parola e di riunione; le libertà di coscienza e di pensiero; la libertà della persona, insieme al diritto di possedere proprietà; la libertà dall’arresto e dalla detenzione arbitrari, come definiti dal concetto di governo della Legge. Secondo: Le ineguaglianze sociali ed economiche devono essere combinate in modo da essere (a) ragionevolmente previste a vantaggio di ciascuno; (b) collegate a cariche e posizioni aperte a tutti in condizioni di equa eguaglianza di opportunità. Si chiama “giustizia come equità” la concezione di giustizia basata su questi due principi, considerati in ordine seriale: il rispetto del primo non può essere sacrificato ai risultati conseguibili nel rispetto del secondo…..

Insieme a Paolo alla premiazione della Città della Speranza a Treviso

La seconda fase che ho vissuto con lui è stata dal 2011 al 2017 quando mi ha chiamato a dirigere come Amministratore Unico AIM Energy, società completamente controllata da AIM Spa di cui Paolo era a sua volta Amministratore Unico. Sono stati anni intensi e importanti, in cui lui ha interpretato nella pienezza di una concezione politica completa, il valore ed il ruolo dei Servizi Pubblici Locali, con particolare riguardo promozione di servizi basati sull’equità e sull’universalità, come fattori veri di qualità della vita di una città. Ho ammirato molto il Paolo Colla filosofo della politica di Nessuno Escluso, ma per certi versi mi ha impressionato di più il suo saper essere manager, collocando però ogni scelta all’interno di un pensiero articolato e di una visione del mondo completi ispirati ai fondamentali del primo manifesto di Nessuno Escluso, che negli ultimi tempi si era arricchito del pensiero di Amartya Sen e di Joseph Stiglitz. Ho imparato molto dall’uomo, dal manager e ho condiviso momenti divertenti in tante serate in compagnia e ho avuto anche il piacere di averlo come guida lungo una via ferrata sopra Passo Gardena. Amava la montagna, amava la vita. Sapeva essere felice e so che lo è stato. Gli dobbiamo molto, per quello che ha saputo insegnarci e per quanto ha dato a Vicenza con il suo impegno politico e manageriale. Mi unisco nell’abbraccio a tutti i suoi cari in questo momento difficile e continuerò a ricordarlo con immenso affetto e profonda stima. Ho voluto lasciare questo ricordo senza alcuna pretesa, ma solo per testimoniargli gratitudine e affetto. A lui e a chi amava.