AIM: IL SENSO CIVICO DI UNA BATTAGLIA PER LA TRASPARENZA

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E’ noto, purtroppo non a molti, che si sta dibattendo su AIM ed il suo futuro. Strumentalizzando spesso “l’ansia da aggregazione” perchè l’azienda gode di buona salute e i tanti analisti strategici-finanziari che suggeriscono le ipotesi più fantasiose spesso volutamente lo dimenticano, oggi si sta pianificando un’ulteriore ipotesi che passa lungo l’asse Milano (A2A), Verona (AGSM), Vicenza (AIM), Pieve di Solito (ASCOPIAVE). Un’ipotesi che non mi piace perchè frantuma l’azienda immaginando  strutture separate entro cui far confluire le reti (elettrica e gas) di cui perderemmo il controllo trasferendolo ad ASCO mentre i clienti finirebbero in una diversa aggregazione con A2A, AIM e AGSM, insieme in grado di fare maggioranza, e ASCO invece minoranza.

Una ristrutturazione che non è strategica, non nasce nessun polo veneto dell’energia e del gas e andremo a frazionare una società multiservizi, non è industriale perchè andrebbe ad impoverire proprio il cuore più tecnologico delle società che è la gestione delle reti e non è finanziaria perchè arriviamo ad un’ipotesi di aggregazione in cui non sono, ad oggi, previsti conguagli in denaro che potremmo usare per opere pubbliche ma solo dividendi futuri. Ecco, forse da questo punto di vista è come se comprassimo azioni di un fondo immobiliare dando dentro la nostra casa in attesa di rendite future. Più o meno è così. Altro che “padroni a casa nostra”. Vengono spalancate le porte ad A2A, che non è un mostro ma un colosso che ha mire espansionistiche importanti e denaro da spendere, e ad ASCO per le reti in cambio di una quota di minoranza del polo vendite gasa ed energia (commerciale). Per me rimane, come impostato oggi, un pessimo affare.

Ecco perchè ci stiamo detti fortemente contrari come opposizioni, ecco il senso del comunicato stampa che abbiamo fatto e che sotto vi allego.

COMUNICATO STAMPA 

Il dovere civile di intervenire per fermare l’operazione ASCOPIAVE-A2A-AGSM-AIM: Vicenza non avrà più nessuna rilevanza e AIM ne uscirà smembrata.

Nei prossimi due mesi si deciderà il futuro di AIM, l’ultimo grande patrimonio economico di Vicenza dopo la Popolare, di cui conosciamo già la triste storia. Se passerà la linea dell’Amministratore Unico Vivian, del Sindaco Rucco e della Lega, AIM verrà smembrata:

i clienti del gas e dell’energia elettrica, messi assieme a quelli di ASCOPIAVE, verranno messi da una parte che verrà gestita con AGSM e A2A (che c’entra il colosso A2A?) in cui AIM avrà una quota di minoranza in grado di fare maggioranza solo se alleata con Verona; in un’altra società andranno le reti elettriche e del gas che saranno invece governate da ASCOPIAVE. Non nasce nessuna grande utility del Nordest ma si frammenta ciò che già c’è valorizzando ASCOPIAVE sulle reti, il business più redditizio, e portando in Veneto A2A a gestire i clienti insieme a Vicenza e Verona. Saremo minoranza da una parte, insignificanti dall’altra. AIM, il suo cuore industriale nei settori del gas e dell’energia, non esisterà più. Incasseremo denari da spendere per investimenti? No, almeno nessuno ne parla, solo scambi azionari.

Il problema è che tutto ciò sta accadendo senza che in città ci sia un vero dibattito. L’ultimo Consiglio Comunale, voluto dalle minoranze, è stato chiuso da un ordine del giorno di maggioranza che non pone nessun vincolo: né il mantenimento dell’integrità aziendale di azienda multiservizi, né la priorità all’alleanza con Verona, né il vincolo ad alleanze regionali. Nemmeno un vincolo alla trasparenza. Solo l’auspicio che AMCPS torni in house. Significa semplicemente niente più gare per i servizi affidati ad AMCPS, alla faccia dell’efficienza e del miglior rapporto servizio/costo. Che ne pensano le categorie, oggi silenti?

Dietro ai vincoli di riservatezza si è nascosto tutto, anche quello che poteva essere detto per rendere trasparente alla città il progetto. Opacità totale su un progetto che porterà AIM a non essere più dei vicentini. Le minoranze hanno un proprio progetto da mettere a disposizione della città ma in un confronto tra le parti si deve essere trasparenti. Tocca alla maggioranza spiegare alla città perchè intende smembrare AIM. Perchè intende cedere a Treviso il business più redditizio, perchè entrerà A2A, perchè non si sono fatte gare per valorizzare i nostri asset, le reti e i clienti.  Perchè e come si sono scelti i consulenti che stanno gestendo l’operazione. Perchè sostiene un disegno che va incontro ai desiderata di ASCOPIAVE e della Lega, da sempre dominus della società di Pieve di Soligo. Noi facciamo nostre le parole di Enrico Marchi (SAVE):«Sta cominciando la demolizione delle utilities del Nordest. Una distruzione. L’operazione di Ascopiave va fermata prima che sia troppo tardi, è mostruosa, aberrante, sono allibito, sconcertato, sento il dovere civile di intervenire e lanciare un grido di allarme». La città lo deve sapere.

Dalla Rosa – Asproso – Colombara – Selmo – Tosetto – Balbi – Marchetti – Marobin – Spiller – Rolando – Sala – Pupillo

Il link all’articolo di Marchi